sabato 20 giugno 2009
sabato 28 marzo 2009
Givology.org - give to learn, learn to give
Ho estrapolato l'idea alla base dell'intero progetto, e con cui sono fortemente in accordo:
"The transformational powers of knowledge and a good education are undeniable. At Givology, we believe education is the single most important and sustainable resource for individual empowerment, advancement, and poverty alleviation. Givology democratizes philanthropy by allowing any Internet user to impact the lives of students in need of educational assistance."
ITA: I poteri di cambiamento insiti nella conoscenza, e in un'adeguata educazione, sono innegabili. A Givology, crediamo che l'istruzione sia la risorsa più importante e sostenibile per il potenziamento individuale, l'avanzamento, e la riduzione della povertà. Givology democratizza la filantropia permettendo a qualsiasi utente Internet di avere un impatto diretto sulla vita di studenti che hanno la necessità di un'istruzione.
giovedì 26 marzo 2009
MiMeC o MoMix?
Certo, adesso, le idee le ho chiare, e la mia attività di Forecasting per il prossimo anno e mezzo è completata. Ho deciso di entrare nel MiMeC della Bocconi. Voglio consolidare definitivamente le mie conoscenze e competenze nell'ambito del Marketing e della Comunicazione. Solo allora potrò dire di aver chiuso il cerchio dell'indirizzo di studi che ho scelto, e potrò così intraprendere il lungo cammino della vita (lavorativa!). E, chissà, un giorno potrei anche togliermi lo sfizio di un EMBIEI?! :)
domenica 8 febbraio 2009
Steve Jobs, discorso 2005 a Standford
venerdì 6 febbraio 2009
Second Life e la High Education

L'uso di Second Life (SL) per scopi di Pubbliche Relazioni e di Marketing è difficile da giustificare, e molte università hanno fallito miserabilmente, ma restano alcuni vantaggi nell'uso di mondi virtuali per la ricerca accademica e per scopi educativi/scolastici.
"La mia attrazione verso SL", scrive il blogger, "in quanto studente MBA, è motivata dal fatto che SL è connotato da alcune caratteristiche difficili da rinvenire altrove":
(a) Una sana, funzionante e crescente economia virtuale (mercati finanziari, compratori e venditori),
(b) Una base di utenti la cui demografia è diversa da ciò che si può trovare altrove
(c) Un mondo virtuale nel quale è possibile interagire in 3 dimensioni
Queste caratteristiche implicano l'esistenza di opportunità educative: almeno entro le aree di marketing, entrepreneurship, ricerca del valore, investimenti e innovazioni di prodotto.
Per esempio, come frequentante di un corso di Finanza, io sarei felice di fare un coursework in tempo reale, in un mondo virtuale che mi permetta di impostare i miei titoli di scambio, o la mia personale società di brokeraggio e dove i risultati ultimi sono definiti da consumatori reali (celati dietro avatar virtuali).
Similmente, per l'innovazione di prodotto, potrebbe essere interessante costruire un prodotto virtuale che si vende, e vedere come le vendite possono essere manipolate, utilizzando diverse tecniche di marketing.
Il corso di MBA, dello studente, prevedeva un periodo di Markstrat (software di simulazione di marketing strategico) – durante tale sessione, vari team hanno gestito compagnie virtuali vendendo prodotti. Per mezzo del marketing e di diverse strategie di prodotto, si è arrivati a determinare le vendite, e i profitti. Tutto ciò, con un software noioso, e molto costoso (Markstrat).
La stessa cosa si sarebbe potuta fare, su SL, interagendo con un mercato completamente reale. Senza contare che sarebbe una esperienza molto più istruttiva per gli studenti, dato che lo scopo finale dei corsi è quello di interagire con persone reali (anche se avatar virtuali) piuttosto che programmaticamente con dei pre-determinati algoritmi fintisi consumatori.
Questa è solo un'idea, ma quante potenzialità implica un software come SL? Io, personalmente, navigandovi 30 minuti, ho trovato una decina di "isole" che vendono (a prezzi irrisori, rispetto alla concorrenza "hardware") corsi di lingua straniera, con sessioni di studio 1 vs 1, con insegnanti madrelingua. SecondLifeEnglish.com ne è un esempio.sabato 31 gennaio 2009
Ritorno al Futuro
Un interessante post, edito da TheUniversityBlog.co.uk, ha affrontato l’annoso tema di “come dovrebbe essere intesa l’università dagli studenti?“. Per i meno ferrati con l’inglese, ho pensato di riproporre le argomentazioni che ne emergono.
Martin sostiene che l’educazione universitaria non dovrebbe mai essere vista come un’estensione del periodo delle superiori. Chiaramente, gli studenti dell’università vogliono essere adulti e godersi il più possibile la vita indipendente da controlli dei genitori ecc… Ma ci sono aree di vita “adulta”, che sono spesso ignorante:
- I piani per una carriera
- Fare scelte extra-curriculari ben focalizzate (stage, scrivere nei blog, ecc…)
- Pensare seriamente al proprio futuro
- Vedere il quadro più largo: pensando alla vita su tutti i piani, senza restare sommersi dalla singola sessione di esami
Un sondaggio di Milkround.com, prima di Natale, eseguito su un campione di studenti universitari e laureati, ha indagato sulle loro decisioni di carriera e quando (o se) essi abbiano fatto scelte solide riguardo alla propria futura vita lavorativa.
Un terzo non ha fatto scelte, mentre, buona parte di quelli che avevano preso scientemente una decisione sulla propria carriera, l’hanno presa solo verso la fine del proprio periodo all’università, o, addirittura, dopo essersi laureati.
Le variopinte scuse che vengono addotte da Noi studenti, spaziano dal “Dato che non lo fa nessuno, perché dovrei farlo io?”, al “Ho appena iniziato questo corso di laurea, ci penserò più avanti!”, ma anche “Cosa? Chi? Io? Dove?”, senza dimenticarsi del celeberrimo, e mai fuori luogo: “Beviamoci prima uno spritz!”. C’è anche chi sostiene che questo genere di pensieri siano propri di personaggi piuttosto ossessionati o con problemi o più semplicemente “secchioni”
Martin, in questo senso, sottolinea che i propri pensieri sul futuro non dovrebbero essere considerati come “ossessivi”, ma come parte integrante della nostra vita. In fondo, tutti noi abbiamo piani, ma ci vuole un po’ di impegno per farne di buoni.
Inoltre, durante una crisi economica, la competizione diventerà sempre più acuta, quindi, paga pensare e agire prima in proposito al proprio futuro lavoro. Suggerimenti utili, se non si vuole intraprendere stage impegnativi, equivalenti ai normali ritmi lavorativi, potrebbero essere:
- Impegnarsi nelle proprie nicchie di studi, gestendo un blog e seguendo i vari argomenti correlati
- Leggere riviste di settore e partecipare ad eventi
- Farsi conoscere alle persone che contano; scambiando pensieri con i professori e iniziando a formare una rete di conoscenze che, in futuro, potrebbe essere molto utile
Qualunque cosa si faccia, potrebbe facilitare il percorso lavorativo futuro.
Martin, a questo punto chiede ai propri lettori: “Ancora incerti?”, e propone alcune FAQ tipiche degli studenti:
“C’è la crisi economica. Io non so nemmeno cosa succederà domani, aspettiamo alcuni anni! Sicuramente sarà meglio aspettare e vedere cosa succede”
Più sei focalizzato, e più possibilità hai di intraprendere la strada che hai scelto, notare i gaps nel mercato, e costruire il tuo proprio portfolio per spingere il tuo brand.
“Io non so cosa voglio fare in futuro. Non ho alcun interesse.”
Chiediti perchè sei all’università. Considera cosa stai studiando e cosa ti ci porta ogni giorno. Anche se vivi solo per le notti brave e le vacanze, potresti comunque trovare degli spunti per una carriera. Se spendi gran parte della giornata giocando ai videogiochi oppure costruendo reti sociali nei locali (amicizie, conoscenze, ecc…), chiediti quanto potresti usare tutto ciò in un senso vocazionale, entrando nel settore delle Public Relations oppure ricevere uno stipendio per giocare ai videogiochi tutto il giorno!
Non bisogna poi dimenticare che ci sono moltissime possibilità là fuori, più di quante tu ne possa considerare. Leggi sugli annunci lavorativi del settore in cui hai degli hobby (se il tuo hobby è uno sport, potresti considerare i prodotti, o stili di vita che tale sport necessita! Provando ad entrare nel settore del retail o del marketing affine). Chiediti anche dove vorrai essere in futuro. Dubito che sceglieresti “la disoccupazione” come tua carriera, quindi, cosa ti piacerebbe fare?
“C’è molta competizione per fare il lavoro che vorrei. A cosa serve provare?”
Non buttarti giù. Il solo fatto di considerare la propria carriera il prima possibile, ti mette nella condizione di raggiungere ciò che desideri. Quando hai tutte le informazioni di cui hai bisogno per costruire un impressionante portfolio, potendo quindi parlare con le persone giuste, incrementi di tanto le tue possibilità di successo.
Quindi cosa aspettiamo? Ritorno al Futuro.
Doc, ok rilassati, Doc, sono io, Marty.
No, non può essere, io ti ho rimandato nel futuro!
Lo so, mi hai rimandato indietro nel futuro, ma sono tornato… sono tornato dal futuro.
Grande Giove!



